Home
Prodotti
Usi acqua demineralizzata e degasatori d'acqua
Referenze di nostri clienti e photo gallery
Profilo Aziendale
- - - - - - -
Contatti
E-mail
Dove Siamo

EnglishItalianFrench

Home
Automazione

Controllo del fattore di recupero

Il fattore di conversione detto anche fattore di recupero è il rapporto fra la quantità di acqua prodotta dalle membrane, detta anche permeato, e il flusso di acqua di alimento all’impianto a osmosi inversa. La quantità restante è l’acqua scartata che, essendo concentrata di sali, viene normalmente detta concentrato.

Il fattore di conversione viene regolato in base a vari fattori che sono principalmente la qualità dell’acqua in ingresso e la sua temperatura, la pressione operativa prescelta e la quantità desiderata di permeato. Normalmente si può operare con un fattore di conversione o di recupero del 60% - 70% nel caso di produzione di acqua di rete o salmastra.

Lo scarto del 30% - 40% può essere inviato a un addolcitore e poi riutilizzato oppure, come detto in altra nota, essere sfruttato in altro modo o scartato in fognatura se è basso il costo dell’acqua di alimento. Nel caso di acqua di mare lo scarto e del 60% e viene inviato nel mare.

Nelle macchine a osmosi inversa tradizionali il fattore di conversione viene regolato a mano variando l’apertura della valvola di controllo della pressione un uscita dalle membrane e della valvola del circuito di riciclo, ma non sempre quest’ultima è installata dai ns.concorrenti benché molto utile per risparmiare acqua. Questa regolazione è abbastanza facile e viene fatta durante la prima messa in funzione quando un ns.tecnico spiega la macchina al cliente. Ma succede normalmente che durante il funzionamento la produzione du acqua permeata varia per una o più cause (intasamento delle membrane, autoclave che fa variare di continuo la pressione, temperatura dell’acqua che cambia, ecc.).

Occorre quindi controllare abbastanza spesso i parametri di funzionamento e variare l’apertura delle valvole manuali per mantenere costante il fattore di recupero.

Nei nostri impianti completamenti automatici, il PLC mantiene costanti i valori di acqua in ingresso e acqua permeata e quindi il fattore di recupero rimane costante.

Se ciò non viene fatto, si ha un consumo maggiore di acqua poiché se ne scarta più del dovuto, si ha un eccesso di consumo di energia elettrica, si accorcia la vita delle membrane anche di molto se il fattore di recupero è troppo alto, si consumano più cartucce filtranti e più prodotti chimici Osmoguard e Sterilguard.

Da una ns. approfondita indagine presso i ns. clienti è risultato che in oltre i 50% dei casi l’operatore non ha sufficienti cognizioni tecniche di base per controllare e regolare da solo i corretti flussi di acqua e il rapporto di conversione, oppure non ha sufficientemente tempo per farlo poiché impiegato in altri settori dell’azienda. Nei casi da noi accertati di non adeguata conduzione dell’impianto, è risultato che il costo dell’acqua prodotta è da 2 a 3 volte  superiore. Questo è il principale motivo per cui gli impianti ad osmosi inversa sono visti con dubbio e riserbo.

Vediamo qui nel seguito una stima dei maggiori costi dovuti a regolazione sbagliata. 

Dai dati sopra riportati si vede che il maggiore costo per regolazione sbagliata è molto elevato, soprattutto per i modelli più grandi e / o per 6.000 ore di lavoro/anno. Se poi si considera che un impianto a osmosi inversa viene usato 5-10 anni prima di essere sostituito con uno nuovo, il maggior costo complessivo è veramente considerevole.

Per evitare il maggiore costo sopra evidenziato noi proponiamo i nostri impianti con il PLC più potente, valvole automatiche e/o inverter.





INNOVA S.R.L. - Via Baracca, 15/B - 20010 Bareggio MILANO - P.I.11863530157
Gragraphic è Webdesign